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Buongiorno,
Potrei sapere per cortesia se le norme riguardanti i test autoclave cambia a seconda se parliamo di stanza di sterilizzazione o centrale di sterilizzazione.
grazie mille

 
  • Risposta 1
  •          mar, 18 Set 2018 17:03
  •          Marta Visentini

  • Gentile collega il processo di sterilizzazione mediante autoclave a vapore è uno ed uno solo ed ovunque si realizzi ,che sia una centrale o una sub centrale di sterilizzazione, le normative che lo governano sono sempre le stesse.
    Buon lavoro


Ho conseguito da poco tempo l'attestato di OSS e durante il tirocinio mi sono occupato della sterilizzazione di strumenti chirurgici. Mi piacerebbe continuare in questo campo, e mi piacerebbe ricevere qualche consiglio in merito. E' possibile lavorare in questo campo solo nel pubblico? Come posso fare per svolgere questo lavoro? Grazie mille

 
  • Risposta 1
  •          lun, 03 Set 2018 10:49
  •          Marta Visentini

  • Gent.mo Alessandro.
    Il ricondizionamento dei DM,è un processo che richiede una specifica certificazione.
    Il suo profilo professionale ,definito dalla conferenza stato regioni del febbraio 2001,prevede che l'OSS può collaborare con l'infermiere in centrale di sterilizzazione secondo le proprie competenze come figura di supporto.
    Questo sia nel pubblico che nel privato.
    La saluto e le auguro di trovare presto una collocazione lavorativa.

  • Risposta 2
  •          lun, 03 Set 2018 10:49
  •          Marta Visentini

  • Gent.mo Alessandro.
    Il ricondizionamento dei DM,è un processo che richiede una specifica certificazione.
    Il suo profilo professionale ,definito dalla conferenza stato regioni del febbraio 2001,prevede che l'OSS può collaborare con l'infermiere in centrale di sterilizzazione secondo le proprie competenze come figura di supporto.
    Questo sia nel pubblico che nel privato.
    La saluto e le auguro di trovare presto una collocazione lavorativa.


Buongiorno a tutti,ho partecipato al corso regionale di Desio uscendone molto arricchita.
Chiedevo se è possibile consultare il materiale didattico ,in particolare la parte dedicata al ruolo dell'oss.Diversamente vi chiedo se mi potete dare gli ultimi riferimenti normativi riguardo alle competenze della figura dell'oss (non ho preso nota della pubblicazione del dottor Benci che veniva citata ).Nell'augurarvi buon lavoro vi ringrazio.
Licia D.

 
  • Risposta 1
  •          lun, 03 Set 2018 10:43
  •          Marta Visentini

  • Gentile Licia
    Intanto grazie per aver partecipato al corso AIOS di Desio e per la sua considerazione positiva a riguardo.
    La conferenza stato regioni del 22/02/2001 delinea la figura dell'OSS e la identifica come figura di supporto all'attività infermieristica.
    L'infermiere resta comunque il responsabile delle azioni e pertanto può solo attribuire compiti all'OSS (che rientrino nello specifico profilo )e non delegare,poiché tale esercizio comporterebbe un passaggio di responsabilità e l'impossibilità di ingerenza del delegante nell'operato del delegato.
    È questo che si è sottolineato durante la presentazione dell'argomento al corso di Desio.
    Buon lavoro


Buongiorno, la mia domanda è in merito alle prove di stabilità del materiale sterilizzato all'interno della struttura.
Vorrei conoscere la normativa o in sua assenza una linea guida o un protocollo che regoli tale procedura.
grazie come sempre per la vostra attenzione

 
  • Risposta 1
  •          mar, 31 Lug 2018 16:53
  •          Marta Visentini

  • Gentile collega
    La normativa alla quale deve fare riferimento è la UNI EN ISO11607:1che al punto 6.4.1 introduce il concetto di "PROVA DI STABILITA'".
    Questa deve essere effettuata allo scopo di dimostrare che l"SBS mantiene la sterilità nel tempo.
    La prova consiste nella valutazione dell'invecchiamento, in tempo reale, di ogni tipo di confezionamento lei utilizza nella sua struttura e le zone di stoccaggio dove dette confezioni vengono tenute in attesa del loro utilizzo.
    È abbastanza problematico farle "IN CASA"per così dire, per cui le cosiglierei di avvalersi di un laboratorio certificato che provvede alle prove in maniera più attenta aiutandola magari a redigere una procedura corretta per i controlli del caso.
    Bun lavoro.


Ne approfitto e pongo ancora una domanda:
im merito alla tracciabilità dello strumentario, sono presenti realtà dove oltre alla tracciabilità del container, è tracciato anche il singolo strumento che c'è all'interno? Con quali modalità tecniche si è raggiunto questo obiettivo? Cioè la tracciabilità del singolo strumento.
Grazie per la disponibilità

 
  • Risposta 1
  •          mar, 31 Lug 2018 17:02
  •          Marta Visentini

  • Cara collega
    I sistemi di tracciabilita'in uso sono molteplici ed anche quelli che vengono applicati ad ogni singolo strumento; mi viene però spontaneo chiederti se ti sei posta una riflessione su:quanto tempo impiegheresti per confezionare un CT se fossi costretta a passare ogni singolo strumento davanti al lettore perché lo registri?
    L'acquisto di un sistema di tracciabilita' deve valutare anche questo problema, quanti CT al giorno confezioni?
    Chi aveva acquistato questo tipo di sistema lo ha modificato o si è amaramente pentito di averlo fatto.
    Sono valutazioni importanti da farsi prima dell'acquisto.
    La tua direzione sanitaria deve con te valutare tutto questo.
    Buon lavoro


Buon giorno a tutti, in breve il mio quesito:
Check list all'interno del container (seppur non a diretto contatto con gli strumenti ma inserita in una busta e lasciata fra la griglia e la parete del contantainer) oppure semplicemente in Sala operatoria in un raccoglitore cartaceo che raccoglie tutte le check list di quella specialità? All'interno dei Blocchi operatori sempre più è presente l'avvicendamento del Personale su più specialità, questo determina una richiesta da parte degli strumentisti di disporre di check list all'interno per un controllo diretto dello strumentario presente. Mi farebbe piacere conoscere un po lo stato dell'arte in merito a questo problema e sapere quali soluzioni sono state intraprese.
Grazie per la disponibilità

 
  • Risposta 1
  •          mar, 31 Lug 2018 17:10
  •          Marta Visentini

  • Gentili collega
    Nel CT devono trovare spazio solamente gli strumenti chirurgici adatti a quella tipologia di intervento per il quale è stato destinato lo stesso CT.
    Lei può trovare un sistema di collocazione della relativa ceck List all'esterno che collochera'dopo la fase di sterilizzazione o nel manico ecc ecc.
    Ma mi sto chiedendo se lei ha a disposizione un sistema di tracciabilità elettronico in quanto vi sono quelli che permettono l'inserimento fotografico del contenuto di quel CT.
    Buon lavoro.


Buon giorno a tutti,
Mi occupo di Sterilizzazione in un reparto di odontostomatologia e recentemente mi è stato chiesto da alcune colleghe, se fosse giusto lasciare in Sterilizzazione SBS con all’interno strumentario chirurgico non processato pronto per il giorno dopo.
Onestamente non ho trovato normative al riguardo e chiedo gentilmente delucidazioni.
Grazie infinite per le risposte...

 
  • Risposta 1
  •          mer, 01 Ago 2018 09:37
  •          Marta Visentini

  • Gentile collega
    Il materiale utilizzato, regolarmente sottoposto a decontaminazione, lavaggio e confezionamento, può rimanere in luogo opportuno ed essere sottoposto a sterilizzazione il giorno successivo
    Buon lavoro


Buonasera, sono un’ex strumentista che lavora attualmente in una Centrale di Sterilizzazione.
Avrei bisogno di un Vostro parere per chiarire un dubbio che ci è sorto da quando abbiamo ricevuto del materiale imbustato da un’altra Centrale di Sterilizzazione.
Nel caso di confezionamento in doppia busta, è corretto che la busta interna, forse a causa di una dimensione troppo grande allo scopo, sia stata piegata, magari anche in più punti? E nel caso in cui la busta esterna sia molto più grande del ferro contenuto, si può piegarla , dopo averla saldata, è fermarla con un pezzo di cerotto?
Vi ringrazio davvero tanto per l’attenzione
Nicoletta Berni

 
  • Risposta 1
  •          mer, 01 Ago 2018 09:49
  •          Marta Visentini

  • Gentile collega
    Nel confezionare gli strumenti esistono delle regole che vanno rispettate, ovvero il contenuto (strumento ),deve occupare i 3/4 della busta lasciando 1/4di spazio e facendo attenzione ad eliminare l'aria contenuta nella prima busta della sigillatura,questo perché durante la fase di sterilizzazione la busta subisce uno stress sia durante la fase di introduzione del vapore che in fase di asciugatura. Le buste assolutamente non vanno piegate né quella interna ne quella esterna perché questo aumenterebbe gli strati del confezionamento e non avremmo la certezza della penetrazione del vapore quindi nemmeno dello stato di sterilità del prodotto stesso.
    Buon lavoro


Buona sera, sono un operatore di cds che opera in una clinica privata grande della mia città, ho esperienza decennale nel campo e nei miei pensieri ho un idea... vorrei aprire una piccola sterilizzazione a servizio di dentisti, estetisti, oculisti e quanti potrebbero servirsi di essa. Qualcuno sa darmi. Onsigli sa l’esistenza di qualcosa di simile? Grazie

 
  • Risposta 1
  •          mer, 11 Lug 2018 12:36
  •          ADA GIAMPA'

  • Buongiorno ,
    ci sono in Italia diverse aziende che offrono servizi di sterilizzazione realizzati con processi produttivi e gestionali certificati da organismi esterni accreditati e che permettono il rilascio di prodotti marchiati CE . Tali servizi si avvalgono in genere di un team di esperti per la definizione dei protocolli di lavoro, dei sistemi di controllo e monitoraggio, e la personalizzazione dei kit.
    Queste potrebbero ottimo spunto per i suoi progetti !
    Ada Giampà


Vorrei sapere qual'è la prassi giusta, in sala operatoria
nell'apertura delle buste sterili.
Le buste sono in doppia confezione, bisogna
aprirle entrambe e porgere al ferrista il contenuto oppure bisogna aprire soltanto la prima busta e porgere al ferrista la seconda?
Grazie

 
  • Risposta 1
  •          mer, 01 Ago 2018 10:33
  •          Marta Visentini

  • Cara collega
    Lavorare in sala operatoria prevede una formazione sia teorica che pratica dei dipendenti.
    La confezione in doppia busta serve per mantenere lo stato di sterilità durante l'apertura della prima busta e porgendo la seconda alla strumentista la quale in maniera sterile la prelevera' dalla prima.
    Quello che mi chiedo è come penserebbe lei di aprire contemporaneamente le due buste facendo leva sullo strumento contenuto all'interno?
    Se così fosse è convinta che lo strumento rimanga sterile?
    Spero che questo non succeda!
    Buon lavoro.


Buongiorno, volevo avere informazioni a proposito della convalida delle autoclavi a vapore.
Deve essere presente un sanitario o il tecnico può eseguire la convalida " da solo"?
grazie

 
  • Risposta 1
  •          mer, 01 Ago 2018 10:38
  •          Marta Visentini

  • Gentile collega
    Durante la fase di convalida delle autoclave il tecnico deve essere guidato dal responsabile del processo di sterilizzazione o da chi provvede al ricondizionamento degli strumenti soprattutto durante la fase di convalida dell'autoclave a PIENO CARICO che conosce bene il responsabile e non il tecnico
    Buon lavoro


Buongiorno
Sono un Operatore Socio Sanitario, presso la struttura per cui lavoro mi occupo anche dei processi di sterilizzazione dello strumentario. Vorrei cortesemente avere delucidazioni in merito al confezionamento del materiale da inviare a sterilizzare, attualmente nei reparti di degenza usiamo buste autosaldanti ( anche se personalmente non gradisco molto questo tipo di busta, perché paradossalmente non di semplice chiusura.) ma per questioni di praticità in quanto l'unica sigillatrice a caldo è presente in Sala Operatoria, abbiamo optato per tale scelta.Il problema è che nel confezionamento del materiale in doppia busta può succedere che alcuni miei colleghi una volta inserito il dispositivo all'interno della prima busta e sigillata, piegano la busta per poterla inserire nella seconda busta, perché non hanno una busta di misura superiore. Volevo sapere esiste un documento una normativa che vieta tale cosa?...la busta interna non deve essere piegata vero?

 
  • Risposta 1
  •          mer, 01 Ago 2018 10:44
  •          Marta Visentini

  • Cara collega
    Le buste autosigillanti sono previste dalla UNI EN 868:5 ma proprio per le problematiche che lei ha evidenziato nn vengono quasi mai usate.
    Confezionare in busta gli strumenti significa poter avere a disposizione tale materiale nelle giuste misure che necessitano all'attività e quindi acquistate durante la gara d'appalto conoscendo la tipologia degli strumenti che vanno così confezionati
    Le buste non vanno mai piegate
    Legga quanto risposto ad una sua collega sullo stesso problema nel forum.
    Buon lavoro


Buongiorno,
la nostra società offre la propria consulenza per la certificazione dei Sistemi Gestione Qualità ISO 9001 ed un nostro Cliente che gestisce un Poliambulatorio ha avuto da alcuni medici che operano presso di lui, la richiesta di sterilizzare alcuni strumenti di loro uso. Non volendo attrezzarsi in proprio mi chiede se possiamo fornirgli dei nominativi di Società / Enti che possano svolgere questa attività per terzi magari situato in Toscana, meglio se nelle province di Arezzo e Firenze.
Grazie per l'attenzione.
Cordiali saluti

 
  • Risposta 1
  •          mar, 26 Giu 2018 22:37
  •          Milena bezziccheri

  • L’ospedale di Arezzo ha una Centrale di Sterilizzazione! Quelli che non so dire è se la stessa è Certificata, perché è obbligatorio che lo sia x fornire dispositivi medici STERILI fuoridalla propria strutturata! Informatevi! Buon lavoro


Buongiorno
ricollegandomi alla risposta del Sig. Rositano del 25/03/18, relativa al tempo di conservazione della documentazione ai fini della tracciabilità, si consiglia di procrastinare a 15 anni.
Chiedo cortesemente la normativa da cui è possibile trarre questa indicazione in quanto i seguenti documenti non mi sono stati di aiuto:
- Memo 5 E.Romagna (2anni)
- "Titolario e massimario" R. Lombardia delo 01/12/2017 (2 anni)
- Legge 8 marzo 2017 n. 24 - "Legge Gelli" (10 anni)
e attualmente la Ditta in outsourcing, su richiesta della Direzione Medica, archivia per 10 anni.

Ringrazio per l'attenzione. Buon lavoro.

 
  • Risposta 1
  •          mer, 20 Giu 2018 07:53
  •          milena bezziccheri

  • Buongiorno,
    la conservazione della documentazione relativa all'attività di sterilizzazione va conservata 10 anni per i problemi contenziosi da parte di pazienti nei confronti o dell'ospedale o di altre figure professionali incontrate durante la degenza, che nel corso degli anni, dopo l'intervento chirurgico, abbiano dei problemi che addebitano all'intervento stesso; è una questione LEGALE e a richiesta vanno presentati i documenti; ma lei saprà che dopo 10 anni qualsiasi contenzioso cade in prescrizione! Ultimamente si tende a consigliare la conservazione per 15 anni ma qualsiasi ospedale o azienda Sanitaria dopo i 10 anni elimina la documentazione. Le consiglio di parlare con chi si interessa di questioni legali.
    Buon lavoro.

  • Risposta 2
  •          gio, 21 Giu 2018 14:56
  •          simona cutti

  • Buongiorno
    ringrazio per la celerità della risposta.

    Concordo pienamente con l'indicazione consigliata. Ma ubi maior......

    Cordiali saluti.


Salve, sono uno strumentista di sala operatoria.
La mia domanda è rivolta al processo di sterilizzazione dei container.
Se un container risulta sterile sull'indicatore fisico dopo un processo con esito positivo, nel senso che sullo scontrino risulta scritto ciclo regolare , nel momento in cui si apre un container con dentro un indicatore chimico umido ed il telo sotto la griglia dei ferri bagnato come sono considerati i ferri sterili o non sterili?
Se gentilmente mi date qualche referenza della normativa in merito.

 
  • Risposta 1
  •          mer, 20 Giu 2018 07:42
  •          milena bezziccheri

  • Egr. collega,
    l'autoclave pur rilasciando lo scontrino con su scritto che il ciclo è stato eseguito regolarmenteil problema della condensa all'interno del CT può essere causato da diversi problemi:
    - il Ct contiene troppi strumenti chirurgici e, magari, anche posizionati non in maniera conforme per cui nella fase di asciugatura dell'autoclave, la stessa non riesce per quanto sopra detto ad eliminare in toto il vapore inserito e potrebbe non essere anche regolare il peso che non deve superare i 10 Kg. comprensivo del peso del Ct stesso;
    - Il carico, nella sua totalità, che lei inserisce all'interno dell'autoclave non è conforme per cui rimane il concetto sopra descritto; nella quotidianità lei deve caricare l'autoclave nel rispetto della convalida a pieno carico che lei annualmente fa eseguire da chi si occupa di CONVALIDE;
    - l'autoclave pur rilasciandole lo scontrino con su scritto che il ciclo è REGOLARE, può avere dei problemi in fase di asciugatura e quindi deve fare controllare la macchina.
    - la condensa o la presenza dell'umido all'interno del CT risulta essere un grave problema soprattutto per la CONSERVAZIONE DELLO STATO DI STERILITA' del CT perchè l'umidità è terreno favorevole per la crescita di microorganismi. UN CONFEZIONAMENTO BAGNATO è da considerarsi NON STERILE e quindi va riprocessato. Queste sono nozioni di igiene fondamentali che lei sicuramente conosce.
    Buon lavoro


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