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buon giorno, vorrei dei chiarimenti riguardo all'utilizzo degli indicatori biologici.
Nella nostra centrale seguiamo indicazioni fornite dal nostro manuale di sterilizzazione.
Vorrei sapere:
1.esistono Linee guida o norme tecniche che regolano l'utilizzo di questi indicatori
2. sono necessarie ad ogni ciclo di sterilizzazione in cui vengono sterilizzati DM impiantabili (Ortopedia/Neurochirurgia)
Grazie per la vostra collaborazione
Paola Biscuola
Centrale di Sterilizzazione
AULSS5Polesana

 

Buonasera vorrei porre un quesito organizzativo necessario a chiarire quale sia il comportamento più corretto in attesa che sia attivata l’esternalizzazione della centrale di sterilizzazione interna, prevista tra circa un anno. Ad oggi il blocco operatorio dell’istituto Rizzoli si serve di una centrale di sterilizzazione interna la quale ha orari necessari e sufficienti a copertura degli orari diurni feriali, più il mattino del sabato e della domenica: il percorso prevede una decontaminazione chiamo a con Igenal e consegna ogni due ore circa in centrale. Nei giorni festivi, il sabato e nelle ore notturne, senza copertura della centrale di sterilizzazione, lo strumentario contaminato potrebbe essere decontaminato con Igenal e processato dopo 24/48 ore oppure potrebbe essere decontaminato attraverso un lavaggio meccanico nelle lava strumenti convalidate presenti nelle sub-centrali interne al blocco operatorio ( ciclo con termodisinfezione). Quale procedura è più corretta a vostro parere? Gli infermieri lamentano di doversi occupare di attività che non sono di loro responsabilità: hanno ragione? Ad oggi l’azienda non è in grado di garantire una reperibilità degli operatori della centrale di sterilizzazione perché non sufficiente a copertura delle necessità e in visione dell’imminente esternalizzazione. Quale procedura è la più corretta? Quale legislazione e buone pratiche potrebbero supportare tale procedura?
Grazie mille per la disponibilità

 
  • Risposta 1
  •          mar, 21 Gen 2020 15:06
  •          silene tomasini

  • Buon giorno . Nelle realtà italiane e Svizzere dove non è possibile trattare in tempi brevi lo strumentario è consigliato ed applicato un pretrattamento di decontaminazione meccanica in lava strumenti conforme alla norma 15883 . Il trattamento garantisce l'asportazione meccanica dei residui organici , dei residui delle soluzioni di lavaggio utilizzate durante l'intervento chirurgico ( soluzione fisiologica ecc. ) ed una termo disinfezione con il raggiungimento di un valore di A con 0 3000 . Lo strumentario subisce un processo di deterioramento minore rispetto alla immersione degli stessi in soluzioni decontaminanti per periodi prolungati. Buon pomeriggio


Ciao Milena, grazie per la tua risposta esauriente, ma il dubbio non è su come si deve fare, ma piuttosto se tolto un CT da un'autoclave, può essere pesato e inserito subito dopo in un'altra autoclave o se è più corretto aspettare il giorno dopo che il CT è sicuramente freddo. A riguardo non ho trovato nulla su internet.
Grazie Anna

 
  • Risposta 1
  •          gio, 16 Gen 2020 10:36
  •          silene tomasini

  • Il test dell'umidità residua è normato ISO EN UNI 285 . La norma prevede una periodicità annuale in sede di convalida ( ultima versione della norma ) . La norma descrive accuratamente la modalità di esecuzione . Il campione è a temperatura ambiente ( situazione più critica ) in quanto la condizione ambientale influisce sulle caratteristiche dei materiali ( tasso di umidità ) . ESEMPIO Se il materiale è prelevato dal magazzino dove le temperature sono basse la quantità di condensa che si produce è maggiore. Buon lavoro


Buongiorno, ho letto con molto interesse la risposta relativa al test di umidità residua. Ancora una domanda: qual è la norma di riferimento?
Grazie Nicoletta Gentile

 
  • Risposta 1
  •          ven, 17 Gen 2020 12:35
  •          milena bezziccheri

  • buongiorno, la Norma èè stata citata da Silene Tomassini nella risposta che avrà sicuramente letto.
    Buon lavoro


Buongiorno, ho un quesito che riguarda la modalità con cui si eseguono le prove d'umidità delle autoclavi.
Ad oggi nel mio ospedale con tre autoclavi abbiamo sempre fatto le prove d'umidità ogni tre mesi (come da legge) ma, avendo a disposizione solo quattro conteiners dedicati, abbiamo sempre fatto un'autoclave al giorno (quindi in tre giorni) per dare modo ai containers di raffreddarsi e asciugarsi bene, pensando che se tolti da un'autoclave e immessi in un'altra il risultato poteva essere falsato.
Alcune colleghe però contestano questa cosa e ripesando i containers le hanno fatto di seguito in una sola giornata senza farli raffreddare. ho cercato su internet qualcosa a riguardo ma non ho trovato nulla, potete "illuminarmi" a questo proposito?
Vi ringrazio.
Anna Rocco

 
  • Risposta 1
  •          mar, 14 Gen 2020 20:11
  •          milena bezziccheri

  • cara collega, di seguito:
    Prova dell’umidità residua-
    Il test ha lo scopo di valutare il residuo di umidità presente al termine di un ciclo di sterilizzazione. Deve
    essere eseguita ogni 3 mesi e ripetuto ogni volta che se ne ravvisa la necessità. Per l’esecuzione è
    indispensabile avere a disposizione una bilancia e 2 pacchi di materiale poroso o di un container della grandezza di 30x30x60 cm.
    La prova deve essere eseguita nel modo seguente:
    • pesare i pacchi o il CT
    • disporre i pacchi/ct nella camera di sterilizzazione
    • eseguire un normale ciclo di sterilizzazione
    • estrarre i pacchi/CT ed, entro 1 minuto, verificare il peso Finale
    • applicare la formula matematica per verificare la % di aumento del peso
    Umidità residua = peso finale - peso iniziale x 100
    Quando la percentuale di umidità residua è superiore all’1,2% l’autoclave necessita di una revisione tecnica da parte degli addetti alla manutenzione.
    Non è assolutamente necessario introdurre tutti i CT in una sola autoclave quindi visto che agisci già come da normativa introduci 1 CT in ogni autoclave e applica la formula.
    Buon lavoro


Buongiorno, sono la coordinatrice della centrale di sterilizzazione dell'ospedale di Pinerolo e volevo porgervi un quesito in merito alle prove giornaliere da effettuare a inizio giornata sulle autoclavi.
Più precisamente mi premeva avere un consiglio sul'esecuzione dei test bowie dick e test per corpi cavi.
Al momento li eseguiamo entrambi nello stesso ciclo. E' corretto eseguirli entrambi insieme o andrebbero eseguiti in due cicli distinti?
Ringrazio per l'attenzione e porgo un cortese saluto.
Silvia Novarese

 
  • Risposta 1
  •          ven, 10 Gen 2020 14:11
  •          Andrea Valentinotti

  • buon giorno
    la normativa prevvede giornalemnte il test di Bowie dick e in fase di vlidazione il test per corpi cavi.
    la normativa prevvede che siano eseguiti a camera vuota. Per cui, come consiglio sempre, e meglio eseguirli singolarmente con due cicli separati.
    distinit saluti
    andrea valentinotti


Salve, sono un'infermiera di sala operatoria, volevo sapere se esiste l'obbligo per legge di applicare le etichette di tracciabilità del materiale sterile utilizzato in sala ed eventualmente quali sono i riferimenti legislativi. Grazie

 
  • Risposta 1
  •          gio, 02 Gen 2020 18:15
  •          Sara cherti

  • Errata corrige: di applicare le etichette di tracciabilità del prodotto sterilizzato nella cartella clinica del paziente

  • Risposta 2
  •          gio, 02 Gen 2020 18:15
  •          Sara cherti

  • Errata corrige: di applicare le etichette di tracciabilità del prodotto sterilizzato nella cartella clinica del paziente

  • Risposta 3
  •          mer, 08 Gen 2020 18:06
  •          Marta Visentini

  • Gent.le collega
    La tracciabilita'del prodotto sterile, è una procedura essenziale al fine di garantire una prestazione sicura al paziente.Infatti la lettura del codice a barre, presente sulle etichette, consente di ricostruire ogni fase dell'intero processo dalla decontaminazione all'utilizzo del DM sul paziente. Il riferimento normativo è il Regolamento UE 2017/745 che tra l'altro descrive gli strumenti per la valutazione del rischio dovuto alla perdita della rintracciabilità e introduce il sistema unico di identificazione (UDI) la cui applicazione è raccomandata a livello comunitario