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Buongiorno,
chiedevo informazioni in merito alle modalità di trasporto dei fibrobroncoscopi.
Dopo l'utilizzo in sala operatoria o nelle unità operative, il fibroscopio viene lavato in loco, poi, se sterilizzabile con perossido d'idrogeno trasportato in Centrale di Sterilizzazione, oppure trattato presso il servizio di Endoscopia Toracica.
Nelle linee guida si parla di trasporto in vassoi, contenitori, ecc., tali da facilitare la pulizia degli stessi. Chiedevo pertanto se è corretto utilizzare come contenitore da trasporto, le valigie con cui vengono forniti , considerando che i fibroscopi non entrano mai a contatto diretto con l’interno della valigia ma sono sempre protetti ( sia quelli da trattare che quelli sterilizzati), da involucro plasticato.

 

Buongiorno,
chiedevo informazioni in merito alle modalità di trasporto dei fibrobroncoscopi.
Dopo l'utilizzo in sala operatoria o nelle unità operative, il fibroscopio viene lavato in loco, poi, se sterilizzabile con perossido d'idrogeno trasportato in Centrale di Sterilizzazione, oppure trattato presso il servizio di Endoscopia Toracica.
Nelle linee guida si parla di trasporto in vassoi, contenitori, ecc., tali da facilitare la pulizia degli stessi. Chiedevo pertanto se è corretto utilizzare come contenitore da trasporto, le valigie con cui vengono forniti , considerando che i fibroscopi non entrano mai a contatto diretto con l’interno della valigia ma sono sempre protetti ( sia quelli da trattare che quelli sterilizzati), da involucro plasticato.

 

Buongiorno,
chiedevo informazioni in merito alle modalità di trasporto dei fibrobroncoscopi.
Dopo l'utilizzo in sala operatoria o nelle unità operative, il fibroscopio viene lavato in loco, poi, se sterilizzabile con perossido d'idrogeno trasportato in Centrale di Sterilizzazione, oppure trattato presso il servizio di Endoscopia Toracica.
Nelle linee guida si parla di trasporto in vassoi, contenitori, ecc., tali da facilitare la pulizia degli stessi. Chiedevo pertanto se è corretto utilizzare come contenitore da trasporto, le valigie con cui vengono forniti , considerando che i fibroscopi non entrano mai a contatto diretto con l’interno della valigia ma sono sempre protetti ( sia quelli da trattare che quelli sterilizzati), da involucro plasticato.

 
  • Risposta 1
  •          ven, 12 Apr 2019 14:46
  •          milena bezziccheri

  • Buon pomeriggio
    il fibroscopio come, lei scrive, viene lavato dopo l'utilizzo in loco sperando che chi lo esegue sia attento a quanto dettato dal produttore dello strumento stesso; la valigia non è esattamente il contenitore più adatto e esistono dei contenitori a chiusura ermetica che consentono il trasporto in sicurezza del fibroscopio il quale una volta raggiunta la Centrale di Sterilizzazione vanno ripetute le fasi del lavaggio per poi essere confezionato e sterilizzato attraverso il metodo consigliato dal produttore(che può essere appunto il Perossido d'idrogeno.
    Io eviterei il trasporto nella valigia che in genere viene utilizzata per depositarlo e trasportarlo per problemi di riparazione tecnica.
    buon lavoro


Buongiorno, volevo informazioni sull'esecuzione del vuoto test, in quanto stiamo rivedendo le procedure della centrale di sterilizzazione che io coordino. Tale test deve essere eseguito ogni volta che l'autoclave viene spenta, è esatto? Il problema si pone durante la reperibilità notturna, va sempre ripetuto prima di iniziare la sterilizzazione dei D.M. ricondizionati. Spero di essere stata chiera sulla mia perplessità. Grazie mille.

 
  • Risposta 1
  •          ven, 12 Apr 2019 14:39
  •          milena bezziccheri

  • Buon pomeriggio,
    il test del vuoto rientra tra i controlli di routine ,ogni giorno con il test di B&D che ha , quest'ultimo valenza per 24 ore ossia 1 giorno. Se alla fine del lavoro l'autoclave viene spenta( a che ora?) nel riaccenderla se non sono trascorse le 24 ore dall'accensione mattutina è sufficiente ripetere il ricondizionamento dell'autoclave ovvero riportarla a pressione e il vuoto test; se invece sono trascorse le 24 ore i test vanno ripetuti tutti ovvero : ricondizionamento, vuoto test , test di B&D e Test per corpi cavi(Helix test).
    Quando le autoclavi vengono spente i valori della pressione tendono a scendere quindi Lei deve riportarla alla giusta pressione per poterla utilizzare.
    Spero di esserle stata d'aiuto e le auguro Buon lavoro:


Buongiorno,
Sono stata ad un corso di aggiornamento e un medico che parlava in sala alle ASO ha detto che non è più riconosciuto il doppio imbustaggio dei ferri (validità 2 mesi di sterilità)ma solo l minutaggio singolo(validità 1 mese)e che è stato scritto in una circolare poco tempo fa.
È Vero?se vengono a fare un controllo siamo in multa?
Grazie
Manuela

 
  • Risposta 1
  •          lun, 08 Apr 2019 10:29
  •          milena bezziccheri

  • Buongiorno, non mi risulta quanto affermato dal medico( un direttore Sanitario?)
    Lei legga il forum anche dei giorni scorsi e vedrà che la Norma UNI EN 11607-1 parla di prove di STABILITA' ovvero dimostrare il tempo di sterilità dei DM confezionati nella sua realtà; sono prove che hanno bisogno di verifiche microbiologiche in tempi stabiliti e solo allora e solo per la sua realtà i tempi di sterilizzazione delle varie confezioni che lei fa(SBS; SBS+PP o container) possono variare.
    Mi stupisce che un medico faccia di queste affermazioni!
    Buon lavoro


Buongiorno chiedevo un'informazione a riguardo dei ferri chirurgici provenienti dalle sale operatorie. I ferri che arrivano dalle sale operatorie in centrale di sterilizzazione devono essere lavati e decontaminati solo quelli usati sporchi o anche quelli non usati che avanzano dentro i container puliti devono essere lavati e decontaminati. Esiste un decreto su questo. Grazie
Cordiali saluti Guido

 
  • Risposta 1
  •          lun, 01 Apr 2019 21:46
  •          milena bezziccheri

  • Buonasera,
    gli strumenti chirurgici che non vengono utilizzati durante un intervento e che rimangono all'interno del container devono essere trattati come quelli usati; le sembra corretto non farlo visto che il container è stato aperto?
    Come fa lei ad avere la certezza che quei ferri non siano stati contaminati?
    Comunque per sicurezza tutto il kit va decontaminato, termo-disinfettato, confezionato e sterilizzato.
    Buon lavoro

  • Risposta 2
  •          mar, 02 Apr 2019 08:36
  •          Guido marchesini

  • Chiedevo anche se c'era un decreto legge
    Su questo argomento dei ferri chirurgici

  • Risposta 3
  •          gio, 04 Apr 2019 09:58
  •          milena bezziccheri

  • Buongiorno, per il problema da lei posto non vi è una Norma ad hoc ma vale sempre il buon senso.
    Buon lavoro


Salve sono un un'infermiera di sala operatoria,
stanotte io e i colleghi abbiamo avuto un dibattito sull'agente sterilizzante nelle autoclavi a vapore,
Io dicevo che è il calore, mentre il mio collega diceva che era l'acqua. Per favore risolvete questo arcano.
Ringrazio anticipatamente tutti coloro vorranno rispondere.
Alessia.

 
  • Risposta 1
  •          dom, 31 Mar 2019 13:06
  •          milena bezziccheri

  • bUONGIORNO,
    le autoclavi in uso negli ospedali e credo anche nel suo, utilizzano, per creare vapore, acqua demineralizzata ed hanno dei cicli di pre-vuoto.
    Poi esistono autoclavi che utilizzano come sterilizzante l'OSSIDO DI ETILENE ma non le trova negli ospedali etc
    Concludendo si utilizza acqua per generare VAPORE
    Buon lavoro


Buongiorno chiedo un'informazione a riguardo della centrale di sterilizzazione. Quando si confezionano i ferri decontaminati dalle lavastrumenti sarebbe obbligatorio indossare guanti oppure si possono confezionare anche senza. Cioea mani nude. nu ringrazio e saluto. Corrado

 
  • Risposta 1
  •          dom, 31 Mar 2019 13:02
  •          milena bezziccheri

  • Buongiorno, la mia posizione personale è che il personale che lavora in Centrale di Sterilizzazione rispetti i cambi divisa tra l'ambiente cosi detto SPORCO e quello PULITO e all'interno del confezionamento io faccio indossare i guanti ma in altre Centrali ho visto che il personale non li indossa!
    Le nostre mani pur lavandole per entrare in zona PULITA non sono MAI pulite abbastanza e nella procedura del CONFEZIONAMENTO avevo previsto che venissero indossati.
    Li ritengo comunque dei DPI e la Direzione sanitaria lo aveva controfirmato.
    Non esiste un Norma che obblighi a questo n ZONA PULITA mentre in ZONA di decontaminazione/lavaggio sicuramente SI.
    Buon lavoro


Buongiorno potreste rispondere al mio secondo quesito del 14/03/2019, scritto sotto la mia mail sulla conservazione della documentazione della tracciabilita'. Dove faccio riferimento alla normativa del massimale regione Lombardia che al paragrafo igiene ambientale dice che dopo 2 anni si può buttare tutto!
Cordialmente.
Alessia Pattarello

 
  • Risposta 1
  •          dom, 31 Mar 2019 12:57
  •          milena bezziccheri

  • Caro collega, se la regione Lombardia ha indetto un decreto dove obbliga a gettare la documentazione dopo due anni, la Direzione sanitaria deve fare riferimento a questo e comunque per la rintracciabilità in corso di contenzioso fa riferimento le etichette che obbligatoriamente devono essere presenti sulla cartella clinica del paziente.
    In altre Regioni vige che la documentazione debba essere conservata per almeno 10 anni ovvero come le spiegavo nell'altra risposta, fino al momento della prescrizione del contenzioso.
    Si ricordi che la Direzione sanitaria è la Responsabile del processo di Sterilizzazione.
    Buon lavoro


Buongiorno gradirei sapere se i ferri chirurgici una volta utilizzati devono essere messi in un container con decontaminante prima di essere mandati in centrale di sterilizzazione. Vorrei sapere anche se è obbligatorio questo procedimento e se esiste una norma a riguardo se poteste dirmi quale. Vi ringrazio e saluto .Corrado

 
  • Risposta 1
  •          mar, 26 Mar 2019 22:15
  •          milena bezziccheri

  • Caro collega,
    la invito a leggere il DECRETO MINISTERIALE 28 SETTEMBRE 1990 (in Gazzetta Ufficiale 8 ottobre 1990 n. 235) Norme di protezione dal contagio professionale da HIV nelle strutture sanitarie ed
    assistenziali pubbliche e private.
    La stessa sostiene che gli strumenti chirurgici devono essere immersi, immediatamente dopo l'uso, in un decontaminante con comprovata efficacia contro il virus dell'HIV.
    Spero di avere risposto alla sua domanda.
    Buon lavoro


Buongiorno, nel mio blocco operatorio si hanno circa 50 containers con valvola protetta e altri 20 con filtri in tessuto, i suddetti vengono stoccati in armadi protetti a chiusura ermetica, in ambiente controllato di sala operatoria.Cortesemente, vorrei sapere la normativa di riferimento che regola le date di scadenza dei containers sia valvola protetta che con filtri. Faccio presente che allo stato attuale si fa riferimento alla UNI 11408 del 2011 e alla L.81|2008 e alla 93|42.
Per quanto riguarda il materiale accoppiato in Buste accoppiate in doppia busta e di trenta giorni conservate in armadi non a chiusura ermetica:
Es. containers sterilizzato il 21.03.2019 scadenza ...........?
Faccio presente che quanto mi invierete, mi dovrebbe sostenere in un confronto con la mia Direzione Medica pertanto, Vi chiedo, cortesemente, di inviarmi una documentazione. quanto mai dettagliata.
Nel ringraziaVi per la disponibiltà, porgo distinti saluti. M. Francesco PALAMA'

 
  • Risposta 1
  •          mar, 26 Mar 2019 22:55
  •          milena bezziccheri

  • Caro collega,
    da quello che leggo, nel vostro blocco operatorio utilizzate i Dispositivi Sterili in modo corretto e con tempi di scadenza in linea su tutto il territorio Italiano ma la UNI EN ISO 11607 - 1 definisce:
    PRESENTAZIONE ASETTICA: Introduzione e trasferimento di un prodotto
    sterile utilizzando condizioni e procedimenti che escludono la carica microbica.
    SBS: CONFEZIONE MINIMA: Il confezionamento minimo in grado di
    impedire l´ingresso di microrganismi e consentire una presentazione
    asettica del prodotto fino al momento del suo utilizzo.
    IMBALLAGGIO PROTETTIVO – PP: Configurazione di materiali
    progettati per evitare qualsiasi danneggiamento al SBS sterile e al suo
    contenuto dal momento del confezionamento/assemblaggio fino al momento/punto di utilizzo.
    La stessa Norma parla di PROVE DI STABILITA' ovvero verificare/dimostrare attraverso PROVE MICROBIOLOGICHE su tutte le tipologie di confezionamento in uso presso il suo Blocco operatorio, in tempi stabiliti( dopo un mese, due mesi, tre mesi etc...) se gli stessi confezionamenti sono ancora sterili. Solo allora e solo nella sua realtà potrà dimostrare che la scadenza può essere diversa da quella che tutti utilizzano convenzionalmente. Le prove di cui sopra le ho parlato non sono così difficili da fare ma ci vuole tempo e costanza ma il suo Ospedale può sempre rivolgersi ad Aziende specializzate del settore e certificate( e la volontà della sua azienda di riservare risorse economiche per questo obbiettivo che a lunga scadenza consentirà un risparmio da non sottovalutare in quanto risparmierà sui materiali per il confezionamento e sui cicli di sterilizzazione che adesso utilizzate per RIPROCESSARE tutto il materiale considerato scaduto ogni mese o ogni due mesi( per i container 1 mese e per gli strumenti in doppia busta( ovvero SBS + PP) 2 mesi e per quelli in busta singola ovvero SBS 1 mese.
    Sperando di essere stata sufficientemente chiara le auguro un buon lavoro a lei e alla sua Direzione Sanitaria


Buongiorno, riguardo la mia domanda del 7 marzo, volevo scusarmi per non essermi presentata, sono un'infermiera, siccome la "situazione è un po delicata" non ho voluto identificarm. L'azienda per la quale lavoro, non potendo garantire la presenza infermieristica sempre, giacché in organico ci sono solo 2 infermieri e ci sono tre turni da coprire (mattina, pomeriggio e notte) su 2 subcentrali, vorrebbe far firmare ai 2 infermieri l'autorizzazione al rilascio dei prodotti ricondizionati anche se gli infermieri non sono presenti al momento dello scarico delle autoclavi, quindi valutando soltanto i parametri fisici dei cicli di sterilizzazione del giorno precedente. I dispositivi non rimangono fermi in autoclave ma rimangono sterili a disposizione di un nuovo riutilizzo ma senza la firma dell'infermiere che autorizza al rilascio. Puo l'infermiere "rifiutare" questa procedura? E a tal proposito vorrei chiedervi gentilmente i riferimenti normativi riguardo al rilascio dei prodotti ricondizionati ,credo sia la UNI/TR 11408:2011, ma come posso scaricarla gratuitamente? Ci sono altre normative a riguardo? Grazie del vostro prezioso supporto.

 
  • Risposta 1
  •          mer, 13 Mar 2019 19:52
  •          milena bezziccheri

  • Buonasera,
    capisco la situazione! Essendoci precarietà di personale infermieristico, la Direzione Sanitaria, che ripeto è la responsabile di tutto il processo, deve provvedere, con una procedura scritta, l'utilizzo e l'autorizzazione all'utilizzo del materiale STERILE (se fosse necessario) in mancanza di infermieri ma non può chiedere la firma del personale infermieristico il giorno dopo, in considerazione del fatto che detto personale appunto è assente.
    La UNI TR/ 11408 è una Norma tecnica di grande aiuto per il personale addetto alla sterilizzazione ma che piaccia o no la Direzione Sanitaria deve assumersi tutta la responsabilità!
    Nelle pagine del forum precedenti (se le legge a ritroso) troverà in modo sufficientemente dettagliato nella descrizione quali sono le figure interessate dal processo e le relative responsabilità/compiti.
    Buon lavoro


nella ns casa di riposo abbiamo ferri che utilizziamo sporadicamente, per medicazioni complicate. Questi vanno mantenuti sterili, o solo puliti ed imbustati? E se sterili, la data di scadenza è sempre a 30 giorni? Grazie per la risposta, saluti

 
  • Risposta 1
  •          mer, 13 Mar 2019 11:46
  •          milena bezziccheri

  • Buongiorno,
    gli strumenti che utilizzate vanno sottoposti (come ovunque) al ricondizionamento tramite il processo di sterilizzazione e le date di scadenza sono le stesse per cui se non utilizzati ma scaduti vanno riprocessati.
    Buon lavoro


Buongiorno, volevo sapere se le buste a soffietto in sala operatoria si possono utilizzare,nel confezionamento del dispositivo pluriuso, in doppia carta.
Grazie e buona giornata.

 
  • Risposta 1
  •          lun, 11 Mar 2019 19:05
  •          milena bezziccheri

  • Cara collega,
    le buste(SBS) a soffietto nascono per confezionare dispositivi un pò voluminosi che nel SBS piatto non entrerebbero; importante è che anche il secondo confezionamento sia a soffietto( in parole povere la seconda busta! Non capisco cosa tu voglia intendere quando parli della doppia carta.
    Puoi essere più precisa? Ma se il dispositivo è già confezionato con le due buste perchè devi utilizzare la doppia carta?
    Buon lavoro

  • Risposta 2
  •          sab, 16 Mar 2019 09:45
  •          Nadia vacchetta

  • Buongiorno, chiedo scusa ,mi sono espressa male, per doppia carta,intendevo doppia busta.
    Anche perché ho notato che a volte vi è umidità residua, e quindi la ripromesso sostituendo le 2 buste.
    Mi sembrava che i rotoli a soffietto non fossero più a norma.
    Grazie mille e buona settimana.
    Nadia


Buongiorno,
vorrei sapere la normativa di riferimento sulla conservazione della documentazione della rintracciabilità dello strumentario ( scontrino, grafico, test b-D, etc). Dopo solo 2 anni questa documentazione può essere mandata al macero? e in caso di richiesta danno successiva come ci si comporta? fa fede solo l'etichetta di tracciabilità, presente nella cartella clinica a livello giuridico, per attestare che lo strumentario chirurgico utilizzato in sala operatoria era sterile ed il processo di sterilizzazione era andato a buon fine?
Grazie per l'aiuto.
Buona giornata.
Alessia

 
  • Risposta 1
  •          lun, 11 Mar 2019 19:26
  •          milena bezziccheri

  • Cara collega,
    con una contestazione in corso la Normativa di riferimento per la conservazione della documentazione è il codice penale; ogni documento deve essere conservato per almeno 10 anni ovvero il tempo che occorre perchè cada in prescrizione la eventuale denuncia( non ho la certezza se questo tempo sia stato dimezzato ovvero conservare per almeno 5 anni). Comunque in cartella clinica DEVE esserci l'etichetta della rintracciabilità e sai che la cartella clinica DEVE ESSERE CONSERVATA PER SEMPRE.
    Dopo due anni non puoi eliminare i documenti del processo di sterilizzazione e mi riferisco a tutti gli scontrini delle macchine etc.
    Di fronte ad una contestazione devi mostrare tutto quello che è stato fatto e soprattutto che all'interno della tua Centrale siano presenti tutte le procedure riguardanti tutte le fasi del processo di sterilizzazione ed una attenta valutazione dei rischi impliciti nel processo stesso.
    Buon lavoro

  • Risposta 2
  •          gio, 14 Mar 2019 19:20
  •          Alessia PATTARELLO

  • Gentilissima,
    grazie per la risposta. Il mio quesito nasce dal fatto che secondo il massimale regionale della regione Lombardia sezione Igiene ospedaliera, tutto ciò che concerne la documentazione della sterilizzazione ( test B-D, scontrini, grafici, report) si conserva solo per due anni. Tant'è che sono stati mandati al macero degli anni recenti. Ora anche secondo le mie conoscenze la documentazione deve essere conservata per 10 anni qualora si potesse instaurare una contestazione per risarcimento danno. La mia Direzione ha risposto che in caso di contestazione basta l'etichetta dell'avvenuta sterilizzazione e che nessun giudice va a chiedere la documentazione della sterilizzazione e che ci si rifà al massimale suddetto per i termini di conservazione. Come devo comportarmi da Coordinatore di Centrale davanti ad una tale risposta? In caso non ci sia una contestazione in corso la documentazione può essere conservata solo due anni nonostante i pz abbiano 10 anni di tempo per far richiesta di danno da infezione del sito chirurgico?
    Grazie per la collaborazione.
    Alessia


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