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Buongiorno, ho un quesito che riguarda la modalità con cui si eseguono le prove d'umidità delle autoclavi.
Ad oggi nel mio ospedale con tre autoclavi abbiamo sempre fatto le prove d'umidità ogni tre mesi (come da legge) ma, avendo a disposizione solo quattro conteiners dedicati, abbiamo sempre fatto un'autoclave al giorno (quindi in tre giorni) per dare modo ai containers di raffreddarsi e asciugarsi bene, pensando che se tolti da un'autoclave e immessi in un'altra il risultato poteva essere falsato.
Alcune colleghe però contestano questa cosa e ripesando i containers le hanno fatto di seguito in una sola giornata senza farli raffreddare. ho cercato su internet qualcosa a riguardo ma non ho trovato nulla, potete "illuminarmi" a questo proposito?
Vi ringrazio.
Anna Rocco

 
  • Risposta 1
  •          mar, 14 Gen 2020 20:11
  •          milena bezziccheri

  • cara collega, di seguito:
    Prova dell’umidità residua-
    Il test ha lo scopo di valutare il residuo di umidità presente al termine di un ciclo di sterilizzazione. Deve
    essere eseguita ogni 3 mesi e ripetuto ogni volta che se ne ravvisa la necessità. Per l’esecuzione è
    indispensabile avere a disposizione una bilancia e 2 pacchi di materiale poroso o di un container della grandezza di 30x30x60 cm.
    La prova deve essere eseguita nel modo seguente:
    • pesare i pacchi o il CT
    • disporre i pacchi/ct nella camera di sterilizzazione
    • eseguire un normale ciclo di sterilizzazione
    • estrarre i pacchi/CT ed, entro 1 minuto, verificare il peso Finale
    • applicare la formula matematica per verificare la % di aumento del peso
    Umidità residua = peso finale - peso iniziale x 100
    Quando la percentuale di umidità residua è superiore all’1,2% l’autoclave necessita di una revisione tecnica da parte degli addetti alla manutenzione.
    Non è assolutamente necessario introdurre tutti i CT in una sola autoclave quindi visto che agisci già come da normativa introduci 1 CT in ogni autoclave e applica la formula.
    Buon lavoro


Buongiorno, sono la coordinatrice della centrale di sterilizzazione dell'ospedale di Pinerolo e volevo porgervi un quesito in merito alle prove giornaliere da effettuare a inizio giornata sulle autoclavi.
Più precisamente mi premeva avere un consiglio sul'esecuzione dei test bowie dick e test per corpi cavi.
Al momento li eseguiamo entrambi nello stesso ciclo. E' corretto eseguirli entrambi insieme o andrebbero eseguiti in due cicli distinti?
Ringrazio per l'attenzione e porgo un cortese saluto.
Silvia Novarese

 
  • Risposta 1
  •          ven, 10 Gen 2020 14:11
  •          Andrea Valentinotti

  • buon giorno
    la normativa prevvede giornalemnte il test di Bowie dick e in fase di vlidazione il test per corpi cavi.
    la normativa prevvede che siano eseguiti a camera vuota. Per cui, come consiglio sempre, e meglio eseguirli singolarmente con due cicli separati.
    distinit saluti
    andrea valentinotti


Salve, sono un'infermiera di sala operatoria, volevo sapere se esiste l'obbligo per legge di applicare le etichette di tracciabilità del materiale sterile utilizzato in sala ed eventualmente quali sono i riferimenti legislativi. Grazie

 
  • Risposta 1
  •          gio, 02 Gen 2020 18:15
  •          Sara cherti

  • Errata corrige: di applicare le etichette di tracciabilità del prodotto sterilizzato nella cartella clinica del paziente

  • Risposta 2
  •          gio, 02 Gen 2020 18:15
  •          Sara cherti

  • Errata corrige: di applicare le etichette di tracciabilità del prodotto sterilizzato nella cartella clinica del paziente

  • Risposta 3
  •          mer, 08 Gen 2020 18:06
  •          Marta Visentini

  • Gent.le collega
    La tracciabilita'del prodotto sterile, è una procedura essenziale al fine di garantire una prestazione sicura al paziente.Infatti la lettura del codice a barre, presente sulle etichette, consente di ricostruire ogni fase dell'intero processo dalla decontaminazione all'utilizzo del DM sul paziente. Il riferimento normativo è il Regolamento UE 2017/745 che tra l'altro descrive gli strumenti per la valutazione del rischio dovuto alla perdita della rintracciabilità e introduce il sistema unico di identificazione (UDI) la cui applicazione è raccomandata a livello comunitario


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