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Tema: leggi, normative
Messaggio di: andrea flamigni lunedì 6 febbraio 2012 11.44.36Rispondi al messaggio Invia e-mail

salve,
ho un quesito da porvi.
un autoclave in grado di sterilizzare le 3 tipologie di carico previste dalla norma EN13060, con quale periodicità vanno effettuati i test: helix, bowie e dick e batteriologico?
spero in una vostra risposta

Tema: altro
Messaggio di: colomba della donna giovedì 19 gennaio 2012 13.13.02Rispondi al messaggio Invia e-mail

gentili colleghi volevo saper quanto costa un ciclo di sterilizzazione a vapore e come fare a calcolarlo per contestualizzarlo nella mia azienda.


Risposta n° 1 di: roberto bruschi venerdì 20 gennaio 2012 9.13.53

La tua domanda è molto generica.
Se intendi il costo di 1 ciclo di sterilizzazione di 1 autoclave di 4-8 US circa tenendo in considerazione esclusivamente dell'ammortamento dell'autoclave, della sua manutenzione il conto è presto fatto:
costo autoclave circa 50.000 euro
diviso 10 anni = 5.000 euro diviso 300 giorni (lavorativi/anno) = 16 euro al giorno diviso 6 cicli giornalieri (di media) = 2,7 euro a ciclo,
considerando i costi di manutenzione 7-15% valore macchina 2,7 x 15% = 0,42 euro sommando al costo macchina ecco che il costo esclusivamente dovuto all'apparecchiatura è tra

euro 3 - 3,5 (a ciclo)

Facendo i medesimi calcoli puoi aggiungere i seguenti costi spalmati sempre sui 10 anni.
Chiaro che a questi costi puri vanno aggiunti i costi di investimento della struttura (da 500.000 a 1.000.000 di euro per centrali di sterilizzazione di media grandezza) e della sua manutenzione nonchè i costi di funzionamento ed i costi di gestione senza tralasciare i costi e la manutenzione e non ultimo il costo del personale operativo e del personale di gestione.
Non ultimi sono i costi energetici e del materiale di consumo.

In conclusione, che io sappia, attualmente nel mondo commerciale il costo per il trattamento di una unità di sterilizzazione comprensivo di tutto il trattamento di sterilizzazione e dico TUTTO (accettazione materiale, trattamento di lavaggio e decontaminazione, confezionamento, tracciabilità, sterilizzazione, riconfezionamento e trasporto) è di

euro 30,00/40,00 (x Unità di Sterilizzazione)

Penso che queste indicazioni di regola possono esserti utili (per avere una cifra approssimativa) per poter effettuare i medesimi conti nella tua Azienda verificando tutti i costi complessivi, ed essendo abbastanza preciso, chiedento i costi annui al provveditore, all'ufficio tecnico ed all'uffico del personale


Risposta n° 2 di: colomba della donna venerdì 20 gennaio 2012 12.19.56

grazie mille, preziosi come sempre


Risposta n° 3 di: roberto bruschi sabato 21 gennaio 2012 12.31.33

Mi sto rileggendo quanto scritto...
Mi sono soffermato sul costo a ciclo dell'autoclave
3,5 euro
Vorrei fare alcune considerazioni.....
1) il costo a ciclo è considerato in 10 anni di ammoertamento.
2) i 10 anni è un compromesso per avere apparecchiature efficenti, in regola con le nome tecniche, con programmi di sterilizzazione "sicuri" e tenuti sotto sorveglianza con tecnologie all'avanguardia, e non ultimo con costi di manutenzione accettabili.
3) il costo a ciclo mi sembre irrisorio rispetto rispetto al costo del processo di sterilizzazione ed al costo (DRG) dell'impianto di una protesi.
MI CHIEDO?
1) Come è possibile che ancora in molte Aziende (ho usato l'A maiuscola) Ospedaliere ancora possono essere in uso apparecchiature degli anni 70, 80,90, apparecchiature con registratore a pennino, con le tubazioni coibentate con amianto, apparecchiature dove si sono spesi (quasi inutilmente) decine di migliaia di euro per "adeguarle" con l'installazione di computer, cambiando pompe, ec... quando poi l'adeguamento non è sicuramente rispondente alle norme di riferimento.
2) non è più conveniente fare una programmazione (che parola in ambito ospedaliero mi sembra di "bestemmiare")
3) che dico..... meglio mandare tutto in malora ......facciamo in modo che tutto sia da buttare irreparabilmente.
4) certo mandare tutto in malora, fare in modo che oltre alle apparecchiature inservibili i locali adibiti alla sterilizzazione siano lasciati al degrado, che il personale addetto sia al limite del pensionamento, poco informato e poco formato.
5) invece SI utilizziamo a iosa indicatori biologici, inseriamo in tutte le confezioni migliaia di indicatori chimici, non facciamo convalide (potrebbero dare risultati insoddisfacenti), fecciamo l'incontrario dell'incontrario dell'incontrario.
6) MEGLIO, MEGLIO PROPRIO MEGLIO
DIAMO TUTTO IN APPALTO!!!!!!!
7) Faccio presente che l'appalto esterno del processo di sterilizzazione è una invenzione prettamente italiana, una politica voluta per foraggiare la politica. Altri paesi europei (Francia, Germania, Spagna, Olanda, G.B., Belgio) non pensano e non si sognano di esternalizzare un processo così delicato e complesso quale la sterilizzazione dello strumentario chirurgico - lasciando comunque la responsabilità legale al Direttore Sanitario.

SCUSATE QUESTE MI RIFLESSIONI MA OGNI TANTO HO NECESSITA' DI ESTERNALIZZARE ANCHE IO.


Risposta n° 4 di: Alessandro Andreini mercoledì 25 gennaio 2012 1.24.37

Caro Bruschi,
condivido le riflessioni e le esternalizzazioni sul tema esposto dalla collega.

In merito al punto 5 mi chiedo il perchè, nel 2012, il settore della sterilizzazione non sia ancora regolamentato in modo serio e regolare.

Ad oggi tutti noi utilizziamo prodotti che nella maggior parte dei casi non sono certificati o validati da enti notificatori bensì ci accontentiamo di dichiarazioni di conformità e, peggio ancora, seguiamo troppi consigli elargiti dai produttori/distributori di questi prodotti.

Ritengo che ben poche persone si preoccupino se l'indicatore vira prima della fine del ciclo o se il numero di spore nel biologico corrisponda a quello dichiarato.

Uno dei problemi è questo ed andrebbe affrontato in modo serio sia a livello Europeo ma soprattutto a livello italiano.

In merito all'esternalizzazione del servizio appoggio il tuo pensiero.

Buon lavoro a tutti!


Risposta n° 5 di: Lia Frosini martedì 31 gennaio 2012 17.56.09

Non posso che essere d'accordo con voi, il Signor Bruschi ha colto nel segno e mai come adesso ne ho avuto riscontro. Appaltare appaltare è la parola d'ordine delle nostre aziende sanitarie, non importa come, quello che conta è il "servizio chiavi in mano" se poi ti fanno pagare l'anima per un servizio che i avresti potuto benissimo continure a svolgere in proprio (all'interno della struttura sanitaria) ed a a prezzi decenti, non importa. E siamo in piena crisi economica !!! E si parla di ridemensionare la spesa pubblica!!! E si continua ancora a blaterare di tagliare i rami secchi della pubblica ammnistrazione, ma l'unica cosa che signori dirigenti fanno è regalare una mangiatoia ruba soldi alle ditte private !!!!!!
Per ragione di equilibri politici o cas'altro ??
Una collega fortemente amareggita.
Lia

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